La visita ortottica studia come vedono e come lavorano insieme i due occhi: la nitidezza, i movimenti, la capacità di unire le immagini e di mettere a fuoco. È spesso il primo passo quando gli occhi si stancano, quando la vista si sdoppia o quando c’è un sospetto di strabismo, negli adulti come nei bambini.
Che cosa succede, in pratica, al primo incontro? Lo racconta Maria Pia Ghiringhello, ortottista di Surgy Medica.
Chi esegue la visita ortottica
La visita ortottica è eseguita dall’ortottista, il professionista sanitario che si occupa dei disturbi motori e sensoriali della visione e della diagnostica strumentale in oftalmologia. Non sostituisce la visita oculistica: la affianca. La diagnosi e la terapia spettano sempre al medico oculista.
Che cosa comprende la prima visita ortottica
“Quando il paziente viene da me per la prima volta”, spiega Ghiringhello, “cerchiamo di far emergere tutte le difficoltà che può avere nel suo quotidiano”. Per farlo, la visita mette insieme più esami.
Esame refrattivo e visus
Si parte dalla misura della vista: il visus, cioè l’acutezza visiva, e l’esame refrattivo, che indica se c’è un difetto da correggere (miopia, ipermetropia, astigmatismo) e di quanto.
Motilità oculare e vergenze fusionali
Poi si osserva come si muovono gli occhi, in tutte le direzioni di sguardo, e come collaborano. Le vergenze fusionali sono la capacità dei due occhi di convergere e divergere insieme per mantenere un’immagine sola. Quando lavorano sotto sforzo possono comparire stanchezza, fastidio nella lettura o una visione doppia che va e viene: ne parliamo nella pagina sugli occhi affaticati.
Flessibilità accomodativa
L’accomodazione è la messa a fuoco dell’occhio quando lo sguardo passa da lontano a vicino. Nella visita si valuta quanto è flessibile e quanto margine resta. È un dato utile in tutte le età: nei bambini che leggono e studiano, negli adulti che iniziano a diventare presbiti.
C’è un esame che l’ortottista non esegue: la cicloplegia, un collirio che rilassa per qualche ora la messa a fuoco e permette di misurare il difetto refrattivo senza che l’accomodazione lo mascheri. “Non possiamo farla in sede di visita, non essendo noi oculisti”, ricorda Ghiringhello. Per questo la valutazione dell’accomodazione si fa con test dedicati, e la cicloplegia resta un esame della visita oculistica.
Test sensoriali
I test sensoriali verificano come il cervello unisce le immagini che arrivano dai due occhi. Alcuni sono dissociativi: separano per un momento la visione dei due occhi per far emergere difficoltà che, a occhi liberi, restano nascoste. Sono gli stessi test che aiutano a riconoscere forie e piccole deviazioni, di cui parliamo nell’articolo sulla diplopia.
La diagnostica strumentale: topografia corneale e tonometria
Alla valutazione funzionale si aggiunge la diagnostica strumentale, eseguita nello studio.
- La topografia corneale disegna la mappa della curvatura della cornea. Serve a capire quanta parte del difetto visivo dipende dalla cornea e a riconoscere situazioni da approfondire, come un astigmatismo contro regola (la cornea è più curva sul meridiano orizzontale) o un cheratocono, la condizione in cui la cornea si assottiglia e prende una forma a cono.
- La tonometria misura la pressione dell’occhio, uno dei dati che si controllano nella prevenzione del glaucoma.
Se la topografia segnala un sospetto, il paziente viene indirizzato al medico oculista che si occupa di quel problema, anche all’interno del nostro studio.
Dopo la visita: lenti e percorso
Alla fine della visita si mettono insieme i risultati. Quando serve, si arriva all’indicazione della correzione con lenti, in accordo con il medico oculista; in altri casi la visita apre un percorso di rieducazione visiva o richiede altri esami. Ogni paziente è diverso, e il percorso si costruisce sui risultati della valutazione.
Domande frequenti
La visita ortottica sostituisce la visita oculistica?
No. L’ortottista valuta la funzione visiva, i movimenti degli occhi e la visione binoculare, ed esegue esami strumentali. La salute dell’occhio, la diagnosi e la terapia sono compito del medico oculista: le due visite si completano.
Nella visita ortottica si usano colliri per dilatare la pupilla?
No. La cicloplegia, il collirio che rilassa la messa a fuoco, si esegue nella visita oculistica. Nella visita ortottica l’accomodazione si valuta con test dedicati.
Quando è utile una visita ortottica?
Quando gli occhi si stancano anche se la visita oculistica è normale, quando si vede doppio o confuso, quando c’è un sospetto di strabismo e nei controlli dei bambini, accanto alla visita oculistica prescolare.
E se la visione doppia compare all’improvviso?
In quel caso non bisogna aspettare una visita programmata: una visione doppia improvvisa va valutata subito in pronto soccorso.
Prenotare una visita ortottica
Per prenotare una visita ortottica trovi recapiti e orari nella pagina Contatti e dove siamo.
Le informazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita specialistica. La valutazione del singolo caso spetta sempre al medico oculista.
