Vedere doppio non è una stranezza da ignorare, e non è raro come si crede. Molte persone convivono per mesi con un’immagine sdoppiata, imparando a chiudere un occhio senza accorgersene, convinte che non ci sia niente da fare. Altre non vedono doppio ma “confuso”, e si sentono dire che gli occhi sono sani.
Che cos’è la diplopia
La diplopia è la percezione di due immagini di uno stesso oggetto. Si manifesta quando i due occhi non riescono più a puntare insieme lo stesso punto: il cervello riceve due immagini leggermente diverse e non riesce a fonderle in una sola.
Può essere binoculare, quando scompare chiudendo un occhio qualsiasi, oppure monoculare, quando persiste anche a occhio singolo. È una distinzione importante, perché orienta verso cause molto diverse: va valutata dal medico oculista.
La diplopia binoculare si accompagna spesso a una deviazione dell’occhio: verso il naso (esotropia), verso l’esterno (exotropia), verso il basso (ipotropia) o con altre deviazioni verticali, spesso visibili anche guardando il viso. Quando l’ampiezza della deviazione cambia a seconda della direzione dello sguardo si parla di incomitanza, e in questi casi il paziente può vedere anche doppio. Ne parliamo nella pagina dedicata allo strabismo.
Quando può comparire
La visione doppia non è una malattia in sé: è un sintomo. Può presentarsi in situazioni molto diverse fra loro:
- dopo un trauma cranico o un trauma orbitario (vedi anche lo strabismo dopo un trauma cranico);
- in seguito a un ictus o ad altri eventi neurologici;
- in chi convive con patologie della tiroide, come la malattia di Basedow-Graves;
- nel morbo di Parkinson e in altre condizioni neurodegenerative;
- in caso di strabismo comparso o riacutizzato in età adulta, o di una paralisi dei muscoli oculari;
- talvolta dopo un intervento agli occhi.
Proprio perché le cause possibili sono così diverse, il primo passo non è mai l’esercizio: è capire da dove arriva.
Quando non aspettare
Se la visione doppia compare all’improvviso, a maggior ragione se accompagnata da mal di testa intenso, abbassamento di una palpebra, difficoltà a parlare o debolezza a un lato del corpo, non attenda una visita programmata: si rivolga subito al pronto soccorso. In questi casi la tempestività conta.
“Vedo confuso”, ma gli occhi sono sani: forie e microforie
C’è poi un disturbo più sfumato, quello che Maria Pia Ghiringhello racconta nel video: il paziente non vede doppio, ma dice di “vedere confuso”, e la visita oculistica non ha trovato nulla di organico.
In alcuni di questi casi la valutazione ortottica mette in luce una foria: una deviazione latente degli occhi, che resta nascosta finché i due occhi lavorano insieme e compare quando la fusione delle immagini viene interrotta, per esempio coprendo un occhio. Le microforie sono forie di piccola entità, ma possono comunque disturbare la visione e rendere faticoso tenere unite le due immagini.
Quando la valutazione lo indica, una correzione prismatica anche di una o due diottrie può aiutare il paziente a ritrovare una visione binoculare più stabile e confortevole, a volte dopo anni in cui il disturbo non era stato inquadrato.
Che cosa succede durante una valutazione ortottica
La valutazione ortottica studia come si muovono i due occhi e come lavorano insieme. Non è un esame invasivo e non richiede preparazione particolare. In genere comprende:
- la misurazione della motilità oculare nelle diverse direzioni di sguardo;
- lo studio della visione binoculare e della capacità di fondere le due immagini;
- la misura della deviazione, manifesta o latente, quando presente;
- la valutazione della postura del capo, che spesso il paziente adotta senza rendersene conto per ridurre lo sdoppiamento.
A Surgy Medica la valutazione ortottica si affianca sempre alla visita oculistica medica: è il medico a stabilire la causa e a indicare gli eventuali approfondimenti.
Che cosa si può fare
Il percorso viene costruito sul singolo caso e può comprendere:
- riabilitazione ortottica, con esercizi mirati a recuperare la coordinazione fra i due occhi;
- prescrizioni prismatiche, cioè lenti che spostano l’immagine e possono ridurre lo sdoppiamento o il disagio visivo;
- il confronto con il chirurgo, quando la situazione è stabile e l’indicazione chirurgica è appropriata;
- l’accompagnamento nel tempo, perché alcune forme si modificano con il procedere della condizione che le ha causate.
Non tutte le diplopie si risolvono allo stesso modo, e in alcuni casi l’obiettivo realistico è ridurre il disturbo e recuperare autonomia nelle attività quotidiane, più che eliminarlo del tutto.
Il percorso è seguito da Maria Pia Ghiringhello, ortottista e assistente in oftalmologia, diplomata con lode all’Università di Parma, che si occupa di riabilitazione ortottica e visiva nei bambini, negli adulti e nei pazienti post-traumatici e post ictus, della gestione del paziente diplopico sintomatico e delle prescrizioni prismatiche. Le visite mediche sono coordinate dagli oculisti Dott. Roberto Gattoni e Dott. Alberto Bellone.
Domande frequenti
Che cosa fare se si inizia a vedere doppio all’improvviso?
Andare subito al pronto soccorso, senza aspettare una visita programmata: una visione doppia comparsa all’improvviso può essere il segno di un problema neurologico e va valutata con urgenza.
Che differenza c’è tra foria e tropia?
La tropia è una deviazione manifesta, che spesso si vede anche guardando il viso. La foria è una deviazione latente: i due occhi riescono a compensarla lavorando insieme, e compare solo quando la fusione viene interrotta, per esempio coprendo un occhio durante la valutazione ortottica. Approfondimenti nella pagina sullo strabismo.
A che cosa servono le lenti prismatiche?
Le lenti prismatiche spostano leggermente l’immagine che arriva a un occhio. Quando sono indicate dalla valutazione, possono ridurre la visione doppia o il disagio legato a una piccola deviazione, aiutando i due occhi a lavorare insieme. Tipo ed entità della correzione si decidono caso per caso.
Chi valuta la diplopia, l’oculista o l’ortottista?
Entrambi, con ruoli diversi. La causa la stabilisce il medico oculista, con gli eventuali approfondimenti. L’ortottista misura come si muovono e come collaborano i due occhi e segue la riabilitazione e la correzione prismatica, in coordinamento con il medico.
Prenotare una valutazione a Biella e a Ivrea
Se vede doppio, o vede confuso da tempo e ha smesso di parlarne perché “tanto è così”, vale la pena rimetterlo in discussione: capire l’origine del sintomo è il primo passo. Trova recapiti e orari nella pagina Contatti e dove siamo, oppure scopra il nostro centro di oculista a Biella.
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Le informazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita specialistica. La valutazione del singolo caso spetta sempre al medico oculista.
