Maculopatia: la diagnosi non è la fine del percorso

Ricevere una diagnosi di maculopatia fa paura, e molti pensano che non ci sia più niente da fare. Non è così: la diagnosi non è la fine del percorso, ma l’inizio di un percorso diverso, fatto di controlli e di piccoli accorgimenti quotidiani.


Che cosa succede quando la macula si ammala

La macula è la parte centrale della retina: è quella che ci permette di leggere, riconoscere un volto, distinguere i dettagli. Quando si ammala, come nella degenerazione maculare legata all’età, la visione centrale può diventare offuscata o deformata, oppure al centro può comparire una macchia.

La visione laterale, invece, in genere resta: anche nelle forme più avanzate si continua a orientarsi nello spazio.

Maculopatia: cosa fare dopo la diagnosi

Il percorso lo definisce il medico oculista, in base al tipo di maculopatia e alla sua fase. In genere comprende:

  • controlli regolari, con la frequenza indicata dall’oculista;
  • esami strumentali come l’OCT e l’Angio OCT, che permettono di seguire la malattia nel tempo;
  • terapie, quando indicate: in alcune forme, in particolare in quella umida, esistono trattamenti che possono rallentare la malattia;
  • attenzione ai cambiamenti tra un controllo e l’altro.

La griglia di Amsler a casa

La griglia di Amsler è un reticolo di linee con un punto al centro. Si guarda un occhio alla volta, con gli occhiali da lettura, fissando il punto: serve ad accorgersi se le linee appaiono storte o interrotte.

Se nota un cambiamento improvviso, non aspetti il controllo programmato: contatti il suo oculista. Un peggioramento rapido va valutato in tempi brevi.

Gli accorgimenti che aiutano ogni giorno

Quando la visione centrale cala, contano i dettagli:

  • più luce, diretta su ciò che si sta facendo;
  • contrasti netti, come un piatto chiaro su una tovaglia scura o un nastro colorato sul bordo dei gradini;
  • caratteri grandi su libri, telefono e tablet;
  • meno abbagliamento, con lenti filtranti o occhiali da sole quando serve.

Esistono anche ausili ottici ed elettronici per la lettura: ne parli con il suo oculista.

Se vede immagini che non ci sono

Con un calo importante della vista possono comparire immagini che non esistono, come figure o motivi geometrici. È la sindrome di Charles Bonnet, una forma di allucinazioni visive complesse: non è un disturbo psichiatrico, e parlarne con l’oculista aiuta.

Un percorso seguito nel tempo, a Ivrea e a Biella

A Surgy Medica il paziente con maculopatia è seguito dalla diagnosi ai controlli successivi. Le visite mediche sono degli oculisti Dott. Roberto Gattoni, che si occupa di retina e maculopatie, e Dott. Alberto Bellone; Maria Pia Ghiringhello, ortottista e assistente in oftalmologia, accompagna il paziente negli esami.

Domande frequenti

Con la maculopatia si perde completamente la vista?

In genere no. La maculopatia colpisce la visione centrale; anche nelle forme più avanzate la visione laterale di solito resta e permette di orientarsi. L’evoluzione però cambia da persona a persona e va seguita con controlli regolari.

Ogni quanto vanno fatti i controlli?

Lo stabilisce l’oculista, in base al tipo di maculopatia, alla sua fase e alle eventuali terapie in corso. Tra un controllo e l’altro, la griglia di Amsler aiuta ad accorgersi di un cambiamento.

Che cosa fare se le linee della griglia di Amsler si deformano?

Non aspettare il controllo programmato e contattare il proprio oculista: un peggioramento rapido va valutato in tempi brevi.

Se lei o un suo familiare convive con una maculopatia, trova recapiti e orari delle sedi di Ivrea e Biella nella pagina Contatti e dove siamo. Approfondimenti anche su IAPB Italia.

Le informazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita specialistica. La valutazione del singolo caso spetta sempre al medico oculista.