Degenerazione maculare senile: il ruolo dei micronutrienti per la salute della retina e del microbiota
La degenerazione maculare senile neovascolare (nAMD) è una delle principali cause di perdita della vista negli anziani. Nonostante i progressi delle terapie anti-VEGF, molte difficoltà restano nella gestione della malattia. Uno studio italiano, pubblicato su Nutrients, suggerisce che l’integrazione di micronutrienti specifici possa migliorare l’acuità visiva e ridurre l’infiammazione nei pazienti affetti da questa patologia.
I ricercatori hanno esplorato il legame tra microbiota intestinale e salute oculare, evidenziando che un’alterazione del microbiota (disbiosi) può aumentare l’infiammazione sistemica e influire negativamente sulla retina. Nei pazienti con nAMD, si è osservata una riduzione della diversità microbica e un incremento di metaboliti pro-infiammatori, che contribuiscono al danno retinico.
A parlare della degenerazione maculare senile neovascolare è un articolo pubblicato su farmacista33.it
Nel trial clinico, 30 pazienti con nAMD sono stati trattati con una combinazione di luteina, zeaxantina, vitamine C ed E, zinco e zafferano, associati a terapie anti-VEGF. Dopo sei mesi, i pazienti hanno mostrato un miglioramento significativo dell’acuità visiva (da logMAR 0,52 a 0,30) e una riduzione dei metaboliti pro-infiammatori. Anche lo spessore retinico è risultato più stabile rispetto ai pazienti non trattati con micronutrienti.
Questi risultati suggeriscono che l’integrazione nutrizionale, insieme a terapie mirate, possa rappresentare un’importante innovazione per il trattamento della nAMD. Tuttavia, saranno necessarie ulteriori ricerche per confermare l’efficacia a lungo termine di questo approccio terapeutico.
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