Capacità visiva delle foche: come riescono a orientarsi nelle acque torbide

Capacità visiva delle foche: come riescono a orientarsi nelle acque torbide

Le foche comuni (Phoca vitulina) possiedono una straordinaria capacità visiva che permette loro di muoversi con sicurezza anche in ambienti acquatici torbidi.
Uno studio condotto dalle Università di Rostock e Münster ha dimostrato che questi animali sfruttano i cosiddetti campi di flusso ottico, ovvero i movimenti delle particelle che scorrono sulla retina mentre nuotano.
Il cervello elabora questi segnali visivi come indicatori della direzione del movimento.

Ad attirare la nostra attenzione relativamente a questo studio è un articolo pubblicato su agi.it

Gli esperimenti sono stati condotti mostrando a tre esemplari diverse simulazioni computerizzate: i video riproducevano scenari di mare aperto, fondale marino e superficie, con flussi di punti luminosi.
Due foche hanno subito interpretato le immagini, mentre una ha richiesto più tempo ma tutte sono riuscite a riconoscere la direzione corretta.

I dati raccolti mostrano che le foche sfruttano le particelle sospese come veri riferimenti visivi: in pratica, ciò che per l’uomo rappresenta un ostacolo visivo, per loro diventa un alleato per orientarsi. Questo meccanismo ricorda da vicino le strategie di percezione che l’occhio umano utilizza per decodificare i movimenti nello spazio.

Questa scoperta apre nuovi scenari nello studio della navigazione animale e nella comprensione delle capacità adattive della retina.
In campo oftalmologico, lo studio conferma l’importanza della retina nel tradurre stimoli visivi minimi in informazioni utili alla percezione del movimento. Si tratta di un esempio naturale di efficienza visiva che può fornire spunti anche per la ricerca clinica sull’occhio umano.

Clicca QUI per continuare a leggere l’articolo.