Cheratite neurotrofica secondaria a carcinoma: diagnosi e trattamento con fattore di crescita
Un uomo di 43 anni, operato nel 2022 per un carcinoma maligno della ghiandola parotidea, ha sviluppato una cheratite neurotrofica in seguito all’interessamento del nervo trigemino da parte del tumore.
Questo è il caso di un paziente riportato in un articolo pubblicato su osservatoriomalattierare.it
Dopo la rimozione chirurgica del carcinoma, seguita da cicli di chemioterapia e radioterapia, il paziente si è rivolto all’oculista lamentando un peggioramento del lagoftalmo, già presente all’esordio della malattia parotidea.
Questo impediva la chiusura completa della palpebra e riduceva il naturale ammiccamento, rendendo la cornea vulnerabile allo stress ambientale. In breve tempo, la perdita di sensibilità corneale ha provocato una grave ulcera del tessuto oculare, aggravata dall’esposizione diretta agli agenti esterni.
I medici hanno dunque sospettato una cheratite neurotrofica e confermato l’ipotesi tramite estesiometria corneale, che ha evidenziato l’assenza di sensibilità tattile della cornea; una risonanza magnetica ha poi attestato l’infiltrazione tumorale del nervo trigemino e del ganglio di Gasser, stabilendo la natura secondaria della cheratite rispetto al carcinoma.
All’inizio si sono impiegati sostituti lacrimali e terapie topiche, ma di fronte all’ulcera infiammata è stato necessario un approccio più mirato. È stato quindi richiesto e autorizzato l’uso di un collirio a base di fattore di crescita nervoso (NGF), approvato in Italia per questa forma rara di cheratite, sebbene inserito in Classe C.
Nonostante la progressione del carcinoma con metastasi, la cheratite neurotrofica è andata in completa remissione e la vista del paziente è stata preservata.
Questo caso dimostra l’importanza di una diagnosi rapida e di un percorso terapeutico dedicato, grazie anche alle ricerche di Rita Levi Montalcini sul fattore di crescita nervoso.
Per l’oculista, conoscere i protocolli regionali di accesso ai farmaci in Classe C è cruciale per garantire ai pazienti affetti da cheratite neurotrofica secondaria un trattamento efficace e tempestivo.
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