Cheratite da Acanthamoeba: farmaco salva-vista non accessibile in Italia

Cheratite da Acanthamoeba: farmaco salva-vista non accessibile in Italia. La cheratite da Acanthamoeba è un’infezione rara ma gravissima della cornea, causata da un microrganismo presente nelle acque di rubinetto, piscine, mare, laghi e fiumi.
Colpisce soprattutto portatori di lenti a contatto, spesso giovani, che le indossano mentre fanno il bagno o anche semplicemente sotto la doccia, favorendo l’ingresso del parassita sulla superficie oculare.

Di questa notizia se n’è parlato in un articolo pubblicato su repubblica.it

La malattia provoca dolore oculare molto intenso, fotofobia marcata e riduzione importante della vista, al punto che molti pazienti sono costretti a vivere per mesi in ambienti bui.
Per anni le cure disponibili sono state limitate: colliri galenici o trattamenti off-label, da instillare più volte ogni ora, con grande impatto sulla qualità di vita e risultati spesso incerti.
Di recente l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha approvato il primo collirio specifico a base di poliesanide, capace di eliminare l’ameba in circa l’85% dei casi se iniziato entro 30 giorni dai primi sintomi.
Questa terapia, frutto anche della ricerca italiana, permette schemi di somministrazione più sostenibili e riduce il rischio di dover ricorrere al trapianto di cornea nelle forme più gravi.
Nonostante l’approvazione europea, il farmaco non è ancora pienamente disponibile in Italia e molti pazienti chiedono l’accesso tramite i canali dedicati ai farmaci orfani.
Il ritardo nell’autorizzazione e nella diffusione del collirio nel nostro Paese significa, per chi si ammala oggi, affrontare dolore, ricoveri e rischio concreto di perdere la vista o l’occhio.

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